23) Schopenhauer. La musica.
In questa lettura  riportata la famosa interpretazione
schopenhaueriana della musica, riproduzione dell'essenza del
mondo, che influenzer anche illustri musicisti, fra cui R.
Wagner.
A. Schopenhauer, Il mondo come volont e rappresentazione, I, 52
(vedi manuale pagina 135).

 L'oggettivazione adeguata della volont sono le idee
(platoniche); suscitare mediante rappresentazione di oggetti
particolari (le opere d'arte non sono infatti mai altro) la
conoscenza di queste (e ci  possibile solo con una adeguata
modificazione nel soggetto conoscente)  il fine di tutte le altre
arti. Tutte, infatti, oggettivano la volont mediatamente, cio
per mezzo delle idee; e dato che il nostro mondo non  se non il
fenomeno delle idee nella pluralit, attraverso le forme del
principium individuationis (la forma della conoscenza possibile
all'individuo in quanto tale); ne deriva che la musica, la quale
oltrepassa le idee,  del tutto indipendente anche dal mondo
fenomenico, semplicemente lo ignora, e in un certo modo potrebbe
continuare ad esistere anche se il mondo non esistesse pi: cosa
che non si pu dire delle altre arti. La musica  infatti
oggettivazione e immagine dell'intera volont, tanto immediata
quanto il mondo, anzi, quanto le idee, la cui pluralit fenomenica
costituisce il mondo degli oggetti particolari. La musica, dunque,
non  affatto, come le altre arti, l'immagine delle idee, ma 
invece immagine della volont stessa, della quale anche le idee
sono oggettit: perci l'effetto della musica  tanto pi potente
e penetrante di quello delle altre arti: perch queste esprimono
solo l'ombra, mentre essa esprime l'essenza.
[...].
In tutta questa trattazione intorno alla musica mi sono sforzato
di mostrare che essa esprime, con un linguaggio universalissimo,
l'intima essenza, l'in s del mondo, che noi, partendo dalla sua
pi limpida manifestazione, pensiamo attraverso il concetto di
volont, e l'esprime in una materia particolare, cio con semplici
suoni e con la massima determinatezza e verit; del resto, secondo
il mio punto di vista, che mi sforzo di dimostrare, la filosofia
non  nient'altro se non una completa ed esatta riproduzione ed
espressione dell'essenza del mondo, in concetti molto generali,
che soli consentono una visione, in ogni senso sufficiente e
applicabile, di tutta quell'essenza; chi pertanto mi ha seguito ed
 penetrato nel mio pensiero, non trover tanto paradossale, se
affermo che, ammesso che si potesse dare una spiegazione della
musica, completamente esatta, compiuta e particolareggiata,
riprodurre cio esattamente in concetti ci che essa esprime,
questa sarebbe senz'altro una sufficiente riproduzione e
spiegazione del mondo in concetti, oppure qualcosa del tutto
simile, e sarebbe cos la vera filosofia.
Grande Antologia Filosofica, Marzorati, Milano, 1971, volume
diciannovesimo, pagine 690-691.
